Storia del fumetto
Comunemente si è soliti far risalire la nascita del fumetto al personaggio di Yellow Kid creato dal disegnatore statunitense Richard Felton Outcault e pubblicato a partire dal 1896 sul supplememto domenicale del New York World. Tuttavia già prima della comparsa del personaggio erano apparsi, su numerose riviste di varie nazionalità, altri racconti che avevano molte, o tutte, le caratteristiche in seguito divenute tipiche del linguaggio fumettistico. Si deve anzi notare che immagini (e sequenze di immagini), commiste o meno ad un testo scritto, finalizzate a narrare qualcosa, siano sempre esistite sin dall’antichità. Per tali ragioni nel corso degli anni è sorta una accesa discussione sulle origini del fumetto.
La questione delle origini |

Un antenato del fumetto: la Biblia Pauperum
La questione sulle origini del fumetto è strettamente legata a quella della definizione di cosa il fumetto sia, un problema tutt’altro che semplice.
Se si definisce il fumetto semplicemente come “narrazione per immagini” (il testo non è strettamente necessario esistendo di fatti molti fumetti “muti”) bisogna allora concluderne che esso sia sempre esistito essendo i graffiti preistorici nient’altro che narrazioni per immagini. Non sono in pochi infatti coloro che sostengono che opere come la colonna traiana, o molti affreschi, mosaici e vetrate che adornano chiese e palazzi,o le miniature e le stampe che adornano i testi antichi, altro non siano che fumetti.
Esisteva inoltre nell’arte medievale la consuetudine di scrivere parole uscendti dalla bocche di alcuni personaggi, in modo da dare un’idea di ciò che stessero dicendo. Un caso esemplare è il cosiddetto “fumetto” di San Clemente, sito nella basilica inferiore di San Clemente a Roma, risalente all’XI secolo. Nella leggenda di Sisinno, le parole pronunciate dai personaggi dell’affresco, sebbene prive di veri e propri balloon, escono dalle bocche dei personaggi. Un altro caso tipico è quello delle scene dell’ Annunciazione, dove l’angelo pronucnia le parole dell’Ave Maria (come ad esempio in quella di Simone Martini).
Questa concezione così ampia (e tutt’altro che estinta) è incorsa in numerose critiche. In primo luogo è stato notato come il fumetto sia pensato per una fruizione di massa: non solo cioè riprodotto in più esemplari, come erano già i libri antichi e le loro incisioni (e si può a tal proposito notare come noi consideriamo fumetti solo le opere stampate e non le tavole originali di cui sono riproduzioni), ma anche concepito per raggiungere un vasto pubblico.
Un’altra importante questione, ben più complessa della prima, è che pur avendo, ovviamente, le sue radici nella millenaria tradizione delle arti figurative e letterarie, il fumetto ha un suo specifico linguaggio (si sente spesso ripetere che il fumetto è, appunto, un linguaggio e non un genere). La codifica degli elementi specifici di questo linguaggio ha una sua considerevole importanza anche da un punto di vista storico: a secondo di ciò che viene ritenuto essenziale di tale linguaggio la valutazione di cosa si debba considerare fumetto e, di conseguenza, di quando questo sia nato, cambia.
Tuttavia la varietà degli elementi espressivi adottati da ciò che viene comunemente identificato come fumetto è talmente vasta che ogni tentativo di trovare uno o più elementi specifici si è rilevato infruttuoso.
Yellow Kid e i precursori

Specie negli ultimi anni si è sviluppata una sorta di “archeologia del fumetto” che ha riportato in luce una considerevole quantità di precursori del personaggio di Outcault. Come detto, molti studiosi, spesso mossi anche da sentimenti nazionalistici, hanno tentato, sulla scia di tali ritrovamenti, di anticiparne la nascita.
A questo proposito si deve però fare una osservazione: se pure è vero che molte di queste storie e personaggi hanno un liguaggio già sviluppato (in certi casi,e sotto certi punti di vista, anche più dello stesso Yellow Kid), e alcuni di loro hanno ottenuto anche un rilevante successo editoriale (
Ally Sloper1884, persino un albo a lui interamente dedicato), nessuno di questi può essere considerato il capostipite del fumetto. Infatti, come hanno argomentato alcuni critici (in Italia si devono ricordare almeno
Franco Fossati e
Gianni Brunoro), nessuno di questi ha dato origine, a differenza di Yellow Kid, a quel fenomeno culturale, editoriale, di costume che è il fumetto. I precursori appaiono piuttosto come una variegata costellazione di fenomeni isolati. Sarà solo con Yellow Kid che la stampa statunitense comincerà a puntare su questo nuovo modo di comunicare, generando così, nell’arco di pochi anni, una grande quantità di emulazioni. E sarà proprio questo nascente fenomeno editoriale che dagli USA verrà esportato in tutto il mondo. Sarà, infine, solo a questo punto che sorgeranno le accuse di essere diseducativo, sintomo della rilevanza sociale e culturale ormai attribuita ai fumetti, e che hanno poi accompagnato a lungo la loro storia.
Per utilizzare le parole di Franco Fossati si può infine concludere che Yellow Kid è stato il primo personaggio «a prendere coscienza di sé» e Outcault, probabilmente, il primo autore ad aver avuto la consapevolezza di aver dato origine a un nuovo modo di narrare. SEGUE SU http://comicsando.wordpress.com/il-fumetto/